crisi dell' odontoiatria

CRISI DELL’ODONTOIATRIA: ECCO L’ARMA VINCENTE

La crisi dell’odontoiatria e del settore dentale è basata sull’incapacità, manifestata dalla maggior parte dei professionisti, di adattarsi ad un mondo che è profondamente mutato negli ultimi due decenni.

Se negli anni d’oro 60’-80’ era particolarmente facile mettere in piedi uno studio remunerativo (non usiamo il termine “di successo” visto che gli odontoiatri dell’epoca erano relativamente pochi e vivevano in un regime di oligopolio o talvolta perfino di monopolio nelle loro realtà territoriali), ma ora questo non è più possibile senza un attenta e metodica pianificazione.

La realtà del settore è profondamente mutata, tanto che un dentista formatosi a quell’epoca stenta a riconoscere (figuriamoci a rapportarsi!) con quella attuale. Il dentista “classico”(diciamo il modello 60’-80’), che puntava più alla quantità che alla qualità dei trattamenti, più specializzato nelle urgenze che nei trattamenti particolarmente complessi e scansionati nel tempo, con assistenti tuttofare e poca o nessuna organizzazione del lavoro interna (tranne il mero far entrare un paziente nel riunito dopo aver finito col precedente), sta subendo la pesante spallata della crisi.

A meno che non si trovi in una situazione di monopolio (ad esempio rimane l’unico dentista in una piccola cittadina o paese), questo modello di dentista sta perdendo terreno da tutti i fronti. Dal lato del rapporto qualità/prezzo viene battuto dai low cost, dalle cliniche o dai franchising; dal lato della qualità viene battuto dai dentisti più moderni e specializzati, con diverse specialità e trattamenti che vanno dalla prevenzione alla conservazione (cosa che spesso i dentisti tradizionali preferivano affrontare con l’estrazione).

Questo è il quadro attuale della situazione. Che bisogna fare allora per invertire la tendenza?

Albert Einstein una volta affermò che “I problemi che abbiamo non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero che li ha generati”. Giustamente non possiamo sperare che le cose cambino in meglio senza fare nulla e sperando solo che gli aiuti vengano dall’esterno. Questo atteggiamento è fallimentare da ogni punto di vista e comporta una deresponsabilizzazione del titolare dello studio. Le forze esterne, che sia lo Stato, l’Europa o l’Ordine non sono soluzioni accettabili, in quanto non controllabili da noi (perciò effimere e rischiose).

L’unico atteggiamento ottimale per avere sempre la situazione sotto controllo è il prendere il nostro destino nelle nostre mani. E’ un attività dura e impegnativa, ma è l’unica strada percorribile per non essere resi schiavi dal mondo esterno.

Come si cambia? Come si batte la crisi dell’odontoiatria In primo luogo giungendo a capire che il dentista non può rimanere solo un professionista puro, che si dedica solo alla sua crescita medica e all’attività clinica. Uno studio dentistico viene trattato a tutti gli effetti come una piccola-media impresa e un dentista che vuole costruire un solido futuro deve prendere questo fatto come presupposto insuperabile. Senza management, marketing, gestione finanziaria e tutti gli strumenti delle PMI sarà destinato nel miglior caso a vivacchiare stancamente, nel peggiore a scomparire.

Darwin affermò a suo tempo che a sopravvivere, tra le varie specie, non erano quelle più forti (se no avremo ancora i dinosauri, i mammut e le tigri dai denti a sciabola) bensì quelle più adattabili. Allo stesso modo anche nel mondo del lavoro chi supera la crisi e prevale, raggiungendo infine il successo, è colui che decide di cambiare le attitudini dannose, sostituendole con azioni vincenti.

Vorresti tornare a far crescere il tuo studio?
Compila senza impegno il modulo qui sotto! Fidati da chi da più di 15 anni lavora a stretto contatto con i dentisti italiani!

Nome e Cognome (richiesto)

Città (richiesto)

Email (richiesto)

Telefono (richiesto)

Il tuo messaggio

Dichiaro di aver ricevuto, letto e compreso l'informativa ai sensi del Reg. UE 2016/679 (Art. 13) e presto il consenso al trattamento dei miei dati personali.
Esprimo in modo consapevole e libero il consenso al trattamento per le seguenti finalità:
Finalità 1 do il consensonego il consenso
Finalità 2 do il consensonego il consenso
Finalità 3 do il consensonego il consenso