I-collaboratori-giusti-per-lo-studio-dentistico

Quando il titolare di uno studio odontoiatrico vede crescere il volume della sua clientela, in seguito ad azioni ottimali come un marketing ben calibrato e mirato, si potrebbe trovare in difficoltà a gestire nei tempi giusti questa maggiore affluenza.

Se ricordiamo bene il fatto che il futuro della professione non sta dalla parte dei dentisti generalisti, capaci di fare “di tutto un po’” ma di non alta qualità, sarà necessario avere delle figure professionali, all’interno del proprio staff, molto specializzate in branche come l’igiene orale o l’ortodonzia.

Questa cosa comporterà tre effetti benefici: il primo è che si potranno fornire cure di elevato livello in ogni area specifica; il secondo è che tutti si occuperanno di qualcosa di cui sono veramente appassionati (il titolare nei trattamenti più complessi, l’igienista per l’igiene e così via) oltre che bravi; il terzo è che si potranno diminuire le liste dei tempi d’attesa dei pazienti.

Altre soluzioni per gestire il maggiore afflusso di pazienti, come aumentare i tempi per gli appuntamenti o alzare i prezzi, sono limitanti e risultano avere spesso effetti nocivi nel tempo.

Il nostro mondo va sempre più veloce e la pazienza di aspettare, magari pagando anche di più che per altri dentisti, non è il modo migliore per crearsi intorno un buon passaparola.

Al di là poi della necessità di avere figure di qualità che diventano sempre più brave nel loro settore specifico e che si occupano di rendere più semplice la vita del titolare smaltendo una parte del lavoro, vi è poi un ulteriore elemento che ci porta a considerare l’inserimento di nuovi collaboratori come un qualcosa di ottimale: l’inquinamento positivo.

Per inquinamento positivo intendiamo quel mix di fattori non solo professionali, ma anche emotivi, che destabilizzano i ritmi all’interno dello studio, non permettendo la creazione di una monotona routine (che abbasserebbe il tono e anche la produttività al suo interno) e soprattutto obbligando il personale “veterano” ad accettare le innovazioni che, in caso contrario, avrebbe un miglior gioco nell’ostacolare.

Chiariamo un punto: spesso i nostri collaboratori storici sono quelli più restii al cambiamento, in quanto si sono creati la loro area di comfort e non vogliono assumersi nuovi compiti e responsabilità.

I nuovi collaboratori, che non conoscono il passato dello studio, sono al contrario maggiormente disposti ad agire e a sperimentare attività nuove. In tal modo daranno una mano al titolare nello spingere i più riottosi, trascinandoli con la nuova spinta dinamica che innesteranno.

Ora, quando si decide d’inserire un nuovo collaboratore, ci sono delle domande a cui bisogna rispondere chiaramente. Meglio reclutare un giovane dentista appena laureato oppure un collega già esperto? E quali sono le caratteristiche alle quali devo puntare?

Bisogna tener ben presente che l’università italiana attuale non forma dentisti, bensì laureati. Prima che questi ragazzi diventino veramente bravi (e magari specializzati!) avranno bisogno di almeno tra i 3 e i 5 anni di pratica. Il nostro investimento con loro dovrà essere di tipo formativo per tutto questo periodo, con affiancamento e incentivazione ad ulteriore formazione pratica. Dall’altro lato un collega esperto sarà subito produttivo, ma sarà di sicuro molto più esigente sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista della propria libertà d’azione. Questo fatto, unito ad un carattere difficile, potrebbe risultare molto problematico sul lungo periodo, in quanto dannoso per la leadership del titolare dello studio.

Qualunque sia la scelta che facciate, dovrebbe essere in primo luogo basata sulle caratteristiche relazionali e sul carattere, che andrebbero analizzate attraverso un test e soprattutto un colloquio approfondito prima di un’eventuale assunzione. Una persona può essere la più brava del mondo nel suo lavoro, ma se con i suoi modi crea scompiglio all’interno dello staff o, peggio ancora, con i pazienti, risulterà totalmente dannosa per noi. Al contrario una persona positiva e bendisposta, benché inesperta, si può formare con pazienza e alla fine sarà un ottimo investimento a lungo termine.

Puntare all’inserimento di nuove persone è una delle migliori ricette per far crescere e migliorare il servizio del nostro studio dentistico, e aumenta anche la qualità della nostra vita relazionale quando troviamo quelle giuste. Creando un bel gruppo faremo in modo che tutti si diano una mano uno con l’altro, e in ultimo daranno una mano a noi titolari.

 

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