La capacità di delegare è una vera e propria abilità che va in primo luogo conosciuta, in secondo luogo coltivata e alla fine utilizzata costantemente. Se volessimo esprimere questo concetto in modo contro intuitivo, potremmo affermare che il successo di un leader è direttamente proporzionale alla sua capacità di fidarsi dei suoi collaboratori e di delegare loro funzioni importanti.

Michael Jordan, forse il più grande e talentuoso giocatore di basket di tutti i tempi, affermò che “Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati”. Questo perché da soli, per quanto dotati, motivati e determinati, non si riescono a cogliere risultati determinanti sul lungo termine. E’ fisiologicamente impossibile che una sola persona, senza alcun sostegno, possa reggere la pressione e la fatica necessaria a conseguire risultati di rilievo e mantenerli costanti nel tempo.

Questa massima vale per ogni attività umana, ma assume un ruolo ancora più rilevante nello studio dentistico, dove spesso la natura mono professionale dell’attività tende ad enfatizzare le problematiche collegate alla delega.

Un dentista titolare in uno studio medio (tra le due e le quattro poltrone) è l’unico elemento su cui ruota tutta (o la maggior parte) la produzione. Per tutto il tempo in cui lui viene distolto dalla vera fase che genera ricchezza, ovvero nel lavorare sui pazienti, lo studio non guadagna.

Il dover supervisionare il lavoro della segreteria, il dover sollecitare le assistenti alla poltrona a preparare i riuniti per il paziente successivo e il dover andare a cercare le cartelle dei pazienti all’ultimo momento (magari non archiviate in modo ben organizzato) sono solo alcune delle molteplici situazioni che fanno perdere tempo al titolare (e quindi entrate allo studio).

E’ sorprendente quanto questa situazione si presenta, in forme più o meno gravi, nella maggior parte degli studi dentistici.

La ragione di questo problema è spesso causata dalla mancanza di fiducia che ha il titolare verso i suoi collaboratori, che lo trasforma in un supervisore tuttofare di ogni attività dello studio. Questo fatto, oltre che rallentare la produzione, può alla lunga creare un clima teso tra lo staff interno.

Ma come si fa ad iniziare a delegare? La risposta a questa domanda è una sola: bisogna imparare a dare fiducia ad alcune tra le persone più dotate o motivate del nostro personale. Si può partire dalla delega di alcuni compiti e poi ci si deve sforzare di lasciarli gestire in autonomia ai nostri incaricati.

Naturalmente queste persone andranno via via sempre più formate in relazione alla funzione che stiamo loro affidando, in modo diventino col tempo totalmente autonome e sicure nella sua gestione. Questo fatto può essere applicato in tante figure intermedie dello studio dentistico, permettendo così al dentista di operare solo dove è strettamente necessario e soprattutto dove è più proficuo.

In questo modo potrà potenziare al massimo la sua produttività (e quindi il fatturato dello studio), riducendo al minimo i tempi morti e, in più, liberando anche del tempo per la sua vita personale, cosa che non guasta mai.

 

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